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Dal nostro corrispondente

NEW YORK – Dopo le polemiche, negli Stati Uniti scattano le inchieste sui sospetti di insider trading davanti al conflitto con l’lran e agli shock energetici. Il Dipartimento della Giustizia, accanto alla Commodities Futures Trading Commission (Cftc), ha avviato indagini su almeno quattro operazioni finanziarie, scommesse dal tempismo perfetto su brusche oscillazioni dei prezzi del petrolio che hanno fruttato oltre 2,6 miliardi di dollari.

Lo spettro di speculazioni illegali, sulla base di informazioni riservate, aveva già allungato pesanti ombre sui mercati e sull’amministrazione di Donald Trump, caratterizzata da corse alla deregulation e tagli nella supervisione. Gli eccessi di illeciti potrebbero aver convinto anche il governo a intervenire con maggior determinazione.

Ripetuti sospetti si erano diffusi davanti a puntate non sono su azioni e future sulle materie prime, ma sui nuovi cosiddetti mercati previsioni, quali Polymarket, dall’Iran al Venezuela e ai dazi. La Casa Bianca ha diffuso di recente una nota interna per richiedere allo staff di evitare rischi di insider trading.

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Un militare statunitense coinvolto nella pianificazione ed esecuzione del blitz in Venezuela che ha catturato il leader del paese Nicolas Maduro è stato il mese scorso incriminato per aver guadagnato in questo modo, il 2 gennaio, 400.000 dollari su Polymarket. Sempre su Polymarket, 150 scommesse separate erano giunte alla vigilia della guerra con l’Iran del 28 febbraio, comprese puntate sull’uccisione dei leader di Teheran. L’anno scorso puntate azionarie erano emerse appena prima di pause nei dazi del Liberation Day.